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"LA TRISTEZZA DEGLI UOMINI LOGORO' LE COLONNE CHE REGGEVANO LA SICILIA..."

Un girotondo di bambini, svegli, vivaci, attenti e intelligenti; una saletta accogliente e "intima"; qualche genitore e qualche nonno; una scrittrice emozionata ed emozionante, dolce e delicata... la sua voce calma e pacata risuona in libreria e... le parole diventano musica e canto: il canto che narra la storia di un ragazzino, mezzo uomo e mezzo pesce che rinuncia alla sua libertà per salvare la sua amata isola; la melodia che racconta la leggenda degli alcioni e della loro esistenza, nata dall'amore di due giovinetti capace di oltrepassare la morte... 
Quasi due ore in compagnia delle nostre radici leggendarie e mitiche con le quali si sono confrontate i nostri piccoli uditori e alle quali essi stessi hanno dato nuova vita e nuova linfa attraverso le loro ipotesi creative e fantasiose sul proseguimento e il finale dei racconti ascoltati. 
Non c'è da stupirsi se le loro ipotesi suggestive hanno superato di gran lunga la bellezza dell'originale racconto: sono bambini, hanno quel tocco di levità e sensibilità che tocca il cuore e raggiunge l'anima... e così, al sentirsi chiedere da che cosa dipendesse il logoramento delle colonne che reggevano la nostra amata isola, nella storia di Colapesce, non si è perso tempo ad affermare con una certa sicurezza che era la cattiveria degli uomini (per alcuni), la loro tristezza (per altri), l'essere in guerra e disaccordo (per altri ancora), l'aver cementificato la natura ad aver appesantito la terra e schiacciato pian piano le tre fragili colonne...
Solo la lungimiranza dei piccoli poteva affermare che l'atto eroico di Colapesce è una rinuncia alla libertà propria in nome di un fine ben più nobile: la salvezza di un'intera terra e dei suoi abitanti, di un popolo e del suo re; la salvaguardia della comunità intera.
Solo la spontaneità dei bambini può affermare con decisione che anche noi possiamo dare qualcosa agli altri, rinunciando un "pizzichino" alla nostra libertà e al nostro egoismo...

I miti e le leggende insegnano ancora oggi e forse più di ieri... e come non pensare alla tragica storia di Alcione e Ceice e del loro amore oltre ogni limite spaziale e temporale; della genuinità del loro legame che trasforma i loro corpi in quelli di uccelli marini, capaci di portare giorni di pace e serenità quando depongono le uova, durante il solstizio d'inverno.

I miti e le leggende aiutano a pensare, riflettere e reinventare ed è a proposito di questo che proponiamo il risultato di un breve momento di scrittura creativa cui i piccoli si sono sottoposti con entusiasmo. E poiché ogni promessa è debito, ecco qui i miti reinventati dalla loro fantasia:

<<Nel Medioevo, c'erano tre ragazzi molto uniti tra loro: Colapesce, Ceice e Alcione. Tutti e tre amavano viaggiare e così, un bel giorno, decisero di costruire una macchina in grado di volare e spostarsi velocemente da un posto all'altro. Completata la costruzione del velivolo, non restava che trovargli un nome adatto e poiché era attaccato a un grosso pallone, decisero di chiamarlo Pallone Volante. Colapesce, però, si rese ben presto conto che a lui, più che viaggiare volando, piaceva tanto viaggiare nuotando: ne parlò con i suoi amici e decisero che era giusto che ognuno di loro seguisse il proprio cuore e le proprie inclinazioni: così, Colapesce si tuffò dal Pallone Volante e continuò il suo viaggio a nuoto; mentre gli altri due continuarono la loro avventura attraverso i cieli. Questo fece sì che la loro amicizia divenne più forte di prima e durò per sempre>>.
 <<Tanto tempo fa, nei profondi abissi del mare di Sicilia, c'erano due amici: Colapesce, uomo coraggioso, e Ceice, giovane tritone. Tutti e due giocavano sereni in fondo al mare, quando d'improvviso, un giorno, sentirono una tremenda scossa che veniva dalla terra. Colapesce subito riaffiorò in superficie e vide che gli uomini erano in guerra tra loro e che si trovavano in tremendo pericolo. Allora, il coraggioso Colapesce, chiamò Ceice per andare in soccorso degli uomini. Ceice si trasformò in essere umano e accompagnò Colapesce nella sua missione. I due riuscirono a porre fine al conflitto e aiutarono i siciliani a firmare la pace>>.


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